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Piazza
Giuseppe Verdi
La piazza principale, dedicata al "cigno di Busseto", mantiene
ancor oggi l'assetto urbanistico quattrocentesco. E' dominata
dal monumento in bronzo dello scultore Luigi Secchi, realizzato
nel 1913, raffigurante il grande Maestro che, in posizione
seduta, sembra dominare quietamente con lo sguardo la vita
del paese. Sulla piazza si affacciano importanti edifici monumentali:
la Rocca, la Chiesa Collegiata e altre costruzioni dai caratteristici
portici.
Rocca
Pallavicino (Palazzo Municipale)
La Rocca, già dimora dei Pallavicino, di fondazione duecentesca
e più volte rimaneggiata nei secoli XV e XVI, subì fra il
1857 e il 1868 l'intervento dell'architetto Pier Luigi Montecchini,
che la ricostruì quasi totalmente in stile neogotico. Della
fabbrica originaria sono ancora visibili il torrione principale
o mastio, con merli ghibellini a coda di rondine, le finestre
bifore a sesto acuto con archi tribolati e le monofore, incorniciate
da formelle in terracotta della bottega cremonese di Rinaldo
De Stavolis (1479-86 ca), che uniscono sapientemente elementi
tardogotici e motivi rinascimentali. Nel cortile interno è
murata l'aquila imperiale in pietra dei Pallavicino, che si
trovava sulla porta meridionale della cinta muraria cittadina.
All'interno dell'edificio venne aperto il Teatro e fu destinata
la sede municipale.
Palazzo
del Bargello o del Capitano
La facciata, ancora integra, presenta al piano terra un portico
con pilastri poligonali e sul prospetto finestre incorniciate
da bellissime terrecotte di bottega cremonese del secolo XV.
Palazzo
Comunale Vecchio
L'edificio quattrocentesco presenta finestre monofore con
ornamentazioni fittili raffiguranti amorini e tralci di vite.
Nel fregio marciapiano vi sono formelle con arpie unite per
la coda e vasi classici. Tutti i decori in cotto sono usciti
dalla fornace cremonese dei De Stavolis. Al piano terra si
trova il portico anticamente detto "della ragione", ove si
amministrava la giustizia.
Oratorio
della SS. Trinità
Adiacente alla Chiesa Collegiata è l'Oratorio della SS. Trinità,
ove il 4 maggio 1836 furono celebrate le nozze di Giuseppe
Verdi con Margherita Barezzi. La porta intagliata risale al
1794 ed è assegnabile a Francesco Galli. L'interno presenta,
oltre a deliziosi stucchi settecenteschi, uno splendido altare
maggiore in marmi policromi (1749) nel cui retro è un bassorilievo
con la figura del beato Rolando de' Medici e lo stemma Pallavicino
(1464). L'abside racchiude il capolavoro di Vincenzo Campi:
la SS. Trinità con le Sante Apollonia e Lucia (1579).
Casa
Barezzi
Fu la casa del suocero e primo mecenate di Giuseppe Verdi,
il facoltoso commerciante Antonio Barezzi. La semplice facciata
reca una targa in marmo e bronzo con iscrizione dettata nel
1913 da Arrigo Boito. Nel Salone al primo piano, all'epoca
sede della Filarmonica Bussetana fondata nel 1816 dallo stesso
Barezzi e da Ferdinando Provesi, il giovane Maestro diede
le sue prime prove. Vi si conservano il suo pianoforte viennese
Tomascheck, il ritratto a olio di A. Barezzi e quello a carboncino
del giovane Verdi (sua prima immagine pervenutaci), sue lettere
autografe tra cui la dedica dell'opera Macbeth al suocero
(1847) ed appelli patriottici(1859). Vi ha oggi sede l'Associazione
"Amici di Verdi", che ne ha curato i restauri nel 1979 e nel
1998. A far data dal 10 aprile 2001, Casa Barezzi presenta
a fianco del salone un allestimento con una vasta esposizione
iconografica di cimeli e documenti verdiani.
Via
Roma
Sulla via principale, tutta porticata, detta Via Roma ed anticamente
Strada Maestra, si aprono antiche botteghe e si affacciano
maestosi palazzi.
Palazzo
Orlandi
Legato al filone "verdiano" della storia locale è il neoclassicoPalazzo
Orlandi, realizzato dall'architetto-pittore Giuseppe Cavalli.
Il Maestro lo comprò nel 1845 e vi abitò dal 1849 al 1851
con Giuseppina Strepponi, già celebre cantante lirica. La
convivenza, che sarebbe sfociata in matrimonio soltanto otto
anni più tardi, suscitò scandalo tra i benpensanti, tanto
da spingere la coppia a trasferirsi nella villa di S. Agata.
Ora vi è allestita un'esposizione di arredi d'epoca, autografi
e cimeli vari.
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