Villa
Pallavicino e Museo Civico

A sud dell'abitato, fuori dalle antiche mura, isolata
in fondo a un viale di pioppi e cinta da un fossato
quadrato,
spicca
la rinascimentale Villa Pallavicino, (anticamente denominata "Boffalora", dal corpo di fabbrica centrale aperto ai quattro
venti) che, iniziata nel secondo decennio del Cinquecento come
dimora estiva dei Marchesi, venne ampliata e modificata nel
XVIII secolo. Ad essa si accede tramite uno scenografico arco
trionfale ad un fornice, ascrivibile all'architetto ducale Valmagini.
La sua pianta a scacchiera, che ricorda lo stemma dei signori
di Busseto, piacque talmente all'imperatore Carlo V, in visita
alla cittą nel 1533, da richiederne un disegno in ricordo. L'interno,
con affreschi allegorici del Draghi, dello Spolverini (1657-1734)
e di Pietro Rubini (ca 1700 - dopo il 1765) e stucchi di Carlo
Bossi, ospita il Museo Civico. Qui una sezione č dedicata ai
cimeli verdiani, fra cui si evidenzia la spinetta sulla quale
Verdi fanciullo ricevette lezioni di musica nella vicina Chiesa
dei Frati. Un'altra č riservata alle tele e ai disegni del pittore
bussetano Gioacchino Levi. Vi sono inoltre esposti reperti di
storia locale di varie epoche, tra cui gli arredi provenienti
dalla Chiesa di S. Anna e dall'ereditą Seletti.
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